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Provincie Valle d'Aosta

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Il territorio della [l]Valle d'Aosta[/l] , situato nell'estrema parte nord-occidentale dell'Italia, è interamente montuoso.
Alte montagne circondano la regione: il massiccio del Monte Bianco (Mont-Blanc) raggiunge i 4810 metri d'altitudine ed è la vetta più elevata d'Europa. Il Monte Bianco è situato al confine con la Francia; un lungo traforo autostradale ne assicura agevoli collegamenti. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso istituito nel 1922 per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini.
Le valli sono state scavate dai ghiacciai in movimento; questi un tempo ricoprivano tutta la regione. Ora i ghiacciai occupano solo le cime montuose più elevate.
Abitata dal V secolo a.C. dalla popolazione ligure-gallica dei Salassi, nel 25 a.C. fu conquistata dai Romani, che vi fondarono Augusta Praetoria Salassorum in onore dell'imperatore romano Augusto che la fondò e in ricordo dei Salassi, il popolo autoctono sconfitto dai Romani.
Inserita nel Regno di Borgogna nel 904, nel 1032 divenne contea di Umberto Biancamano. Da allora il suo destino fu legato alla dinastia sabauda, che nel 1302 la trasformò in ducato e le concesse sempre ampia autonomia. Rappresentante del conte di Savoia, dalla metà del XIII secolo, era il bailly (balivo) che risiedeva nel complesso castrense situato ad Aosta e chiamato Tour du Baillage.
Date le caratteristiche naturali della regione, la nobiltà feudale ebbe a lungo un peso preponderante nella sua storia politica e sociale e i numerosi forti e castelli furono centri di vita politica, economica e culturale, oltre che militare.

Il turismo è la risorsa fondamentale nell'economia della regione.
Le risorse di questa regione, la più piccola d’Italia, non si limitano certo a neve e impianti di risalita. Si possono di certo scoprire altri tesori di questa regione come ad esempio il centro di Aosta, dove è possibile ritrovarsi al tempo dell’antica Roma ammirando i resti del Foro, l’Arco di Augusto, il teatro e la Porta Praetoria, che ben si fondono con le costruzioni decisamente più moderne della città nuova.
Da non scordare il complesso monumentale della Collegiata di Sant’Orso, costruito in stile romanico, ma poi ritoccato in stile gotico.
Fermate obbligatorie meritano i castelli più romantici della Valle: dal maniero di Fenis, situato sulla riva destra della Dora, a quello di Issogne, ricco di affreschi.
Per chi ama la natura invece, la tappa obbligatoira è il il Parco del Gran Paradiso, tra camosci, marmotte, orsi e linci, tutti immersi in un ambiente naturale autentico e spettacolare.
Chi invece preferisce sfidare la fortuna puà puntare sul casinò di Saint Vincent.

La [l]Valle d’Aosta [/l] offre ai propri estimatori un menu semplice, ma ricco di sapori genuini.
Iniziando ad esempio con assaggi di motzetta (carne di bovino o camoscio essiccata e insaporita con erbe di montagna e spezie), lardo d’Arnad, tocchetti di “bodeun” (insaccato fatto con patate lesse, lardo, sale e spezie) e prosciutto della Bosses, magari accompagnando il tutto con un buon bicchiere di vino Nebbiolo o Blanc de Morgex et de La Salle.
Ottimi anche i formaggi: dalla Fontina Dop alle tome, da far precedere o seguire alla tipica “seupa à la valpellinentze” (una zuppa a base di cavolo, verza, fontina e pane raffermo di segale), indicata come uno dei più profumati piatti prelibati della cucina regionale, al pari della fonduta, della polenta e delle costolette alla valdostana.
Tra i secondi, si fanno notare la carbonade (carne di buecon cipolla e vino rosso), il camoscio in salmì (il cosiddetto “civet”) e lo speck bollito con crauti, patate e carote mentre, per chiudere in dolcezza il pranzo, frutti di bosco con panna montata o pere.
Martin Sec cotte con vino, chiodi di garofano, zucchero e cannella. Da abbinare a una fetta di Blanc Manger (dolce traboccante di panna e zucchero), Mont Blanc (a base di panna montata e castagne) o alle squisite tegole di Aosta (biscottini dalla forma ondulata, tempestati di mandorle e nocciole).